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Preghiera alla Veglia per l’unità dei cristiani

Bologna, chiesa metodista, Via Venezian

Don Paolo Serra Zanetti

21 Gennaio 2003

Siamo talvolta insidiati dalla stanchezza della ripetizione, proprio anche quando cerchiamo il volto di Dio in Gesù Cristo; ma più forte è il ricordo efficace che ci riprende, il ricordo della parola, del Verbo fatto carne; e il fuoco ardente della Parola ci ridà l’urgenza e l’audacia della preghiera.

Spesso nella tradizione d’Israele, anzitutto in quella biblica, viene evocata, pregando, una storia d’infedeltà verso il Signore: (p. es. Sal. 106,6) “Noi e i nostri padri abbiamo peccato, abbiamo mancato, abbiamo fatto il male”.

Le Chiese, che attingono dalla Scrittura la propria linfa vitale, hanno consapevolezza di una promessa e di un dono singolare dello Spirito paracleto, che può, sa, vuole guidare nella verità tutta intera, sempre ravvivando la memoria di Gesù e delle sue parole; ma la concreta storia delle comunità cristiane si manifesta non solo nell’annuncio della parola e nella celebrazione dei sacramenti e del culto, ma anche nei discorsi, nei sentimenti, nelle scelte, nella vita dei singoli e delle comunità stesse: e le umane debolezze e infedeltà si mischiano non di rado ai tentativi migliori, soprattutto quando l’impegno per la verità offusca la carità.

Leggiamo, per es., nella Carta ecumenica di Masburgo (n. 3): “Nello Spirito del Vangelo dobbiamo rielaborare insieme la storia delle Chiese cristiane, che è caratterizzata oltre che da molte buone esperienze, anche da divisioni, inimicizie e addirittura da scontri bellici. La colpa umana, la mancanza di amore, e la frequente strumentalizzazione della fede e delle Chiese in vista di interessi politici hanno gravemente nuociuto alla credibilità della testimonianza cristiana”.

Non siamo qui, certo, a puntare il dito contro coloro che, in questa o quella situazione storica, hanno fatto scelte che oggi ci risultano inopportune, infelici, amaramente e dolorosamente sbagliate; ma, sentendoci dentro alla storia di una comunità credente nata da un’inaudita esperienza di speranza e fiducioso amore, viviamo anche una certa afflizione comunitaria, che vorremmo essere umile e coraggiosa insieme, perché mémore della fedeltà paziente e ricreante del Dio vivente, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, Padre delle misericordie e Dio di ogni consolazione.

Cosi facciamo nostra qui adesso una preghiera antica, sempre attualissima:

O Dio vieni in nostro aiuto:

Signore, affrettati a soccorrerci E soprattutto: Padre, sia santificato il tuo Nome; l’invocazione del nome e la ferma fiducia che la sua glorificazione rappresenta l’esito della storia umana ha caratterizzato la preghiera d’Israele e ravviva la preghiera della Chiesa che confida nel compiersi della preghiera di Gesù stesso, per l’unione dei cristiani e la pace degli uomini.

 


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