Stampa

Associazione

 

Dopo la morte di don Paolo, spinti in prima istanza proprio dai tanti poveri che erano rimasti privi delle sue cure, alcuni amici hanno formato una Associazione ONLUS che porta il suo nome.

L’associazione (riconosciuta come Associazione di Volontariato dalla Provincia e dal Comune di Bologna) intende ispirarsi alla testimonianza evangelica di don Paolo per poterne continuare, nei modi che le saranno possibili, l'opera di amicizia, di solidarietà e di ricerca di giustizia con chi venisse a trovarsi in situazioni di difficoltà e di bisogno. Si propone di tener viva la sua memoria ed il suo insegnamento di vita e di curarne un ricordo affettuoso e sobrio anche attraverso ricerche, studi e proposte di riflessioni (art. 1 statuto).

Si propone in particolare: “un’attenzione specifica a quanti vivono forme di esclusione sociale legate a difficoltà economiche, malattie, solitudini affettive, esperienze di reclusione carceraria, forme di dipendenza - attraverso: un incontro umano segnato da volontà di amicizia, fratellanza, condivisione e una concreta risposta orientata a vicinanza, solidarietà, accoglienza e giustizia” (art.2 statuto).

Per redigere questi punti dello statuto si è partiti dalle parole che Don Paolo amava ripetere spesso nelle sue omelie, e che traduceva nella realtà della sua vita con tanta autenticità: …essere vicini ai fratelli più svantaggiati, più deboli, più segnati per promuovere qualche forma di volontà di ripresa e suscitare la voglia di qualche “nuovo inizio…”.

L’Associazione ha potuto fare finora soltanto interventi molto limitati, ma fin dal suo sorgere si è impegnata nella direzione di aderire a questo invito esemplare. Prima di tutto si è cercato di far fronte alle necessità di alcune persone vicine alla vita di don Paolo che, con la sua perdita, erano rimaste senza punto di riferimento sia umano sia economico. Di qui l’iniziativa, che prosegue tuttora, di sopperire il più possibile alle spese mensili per il loro alloggio e mantenimento, stabilendo con esse un contatto che le faccia sentire meno sole, pur nella consapevolezza (ce lo siamo detti molte volte) di non potere in alcun modo sostituire don Paolo nei confronti di chi è rimasto orfano della sua amicizia e del suo sostegno.

Poi si è presa la decisione di prendere in affitto alcuni appartamenti per ospitare persone già proiettate in un percorso di cambiamento e di reinserimento sociale, ma bisognose di appoggio e di aiuto per attuarli.

Per ciò che riguarda l’impegno dell’Associazione per mantenere vivo il ricordo della personalità spirituale e culturale di don Paolo, si è colta ogni occasione per diffondere quei volumetti che in questi anni alcuni amici hanno pubblicato, di scritti suoi e appunti di omelie, nonché il grosso volume dei suoi lavori scientifici curato dall’Università.

A questo proposito vogliamo lanciare un appello a tutti coloro che avessero testi di omelie, o lettere o registrazioni: stiamo cercando materiale per fare, se possibile, qualche nuova pubblicazione.