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L'urgenza di amare

Anna Fornaroli

Maggio 2012

da "PROSEGUIRE INSIEME", periodico dell'Ass.ne "Seniores Telecom-Alatel"

Nelle note al testo le curatrici, Paola Dalli e Giancarla Matteuzzi, così spiegano il loro intento: “Sono ormai passati sette anni dalla sua morte, ma la distanza non ce lo fa dimenticare, anzi sembra aiutare a vedere meglio. [ ] Vorremmo contribuire, con questo piccolo volume, a tenerne viva la memoria, ma in particolare ci auguriamo che esso possa offrire al suo lettore qualche sprazzo di autentica luce. [ ] Si è pensato al titolo L'urgenza di amare in considerazione della pregnanza che questo tema, a nostro avviso, assume negli scritti che veniamo a pubblicare, specchio della sua vita consumata da una traboccante misura di amore”.

La prima parte del volume contiene alcune lettere, che don Paolo indirizzò, negli anni dal 1978 al 1989, a Suor Emanuela Ghini, monaca al Carmelo di Savona e gli appunti di alcune omelie, trascritti da Fiorella Bartolini Barbieri.

Suor Emanuela Ghini, nella presentazione delle lettere, parla di “povertà contenta quale dono grande nella testimonianza di don Paolo, dono che ha comunicato a chiunque l'avvicinasse, con la mitezza del consolatore vero, abitato dallo spirito del mite e umile di cuore” e la cattedrale di San Pietro gremita per il suo funerale testimonia come le persone più diverse abbiano fatto questa esperienza nel corso degli anni.

Credo che sia importante, per chi non l'ha conosciuto, qualche breve nota sulla sua vita: don Paolo Serra Zanetti è mancato, dopo una breve malattia, il 17 marzo 2004; era professore associato di Filologia ed Esegesi neotestamentaria presso la Facoltà di Lettere dell'Università di Bologna. Nato a Zola Predosa, si trasferisce a Bologna con la famiglia, frequenta il Liceo Galvani e si iscrive alla Facoltà di Lettere classiche. Negli anni immediatamente successivi alla laurea ha inizio il percorso che lo porterà, nel 1963, al sacerdozio; sono gli anni del Concilio Vaticano II, della riforma liturgica e dell'amore appassionato per la Scrittura, per la Parola di Dio, che si accompagna per tutta la sua vita alla carità verso gli ultimi, i sofferenti, i più abbandonati. Non si interrompe mai il suo quotidiano impegno di studioso, di filologo, di docente universitario.

Don Paolo celebrava quasi sempre la Messa vespertina nella sua parrocchia, Ss. Giuseppe e Ignazio in via Castiglione a Bologna e Fiorella, tutte le volte che poteva, prendeva appunti delle sue omelie,”per riferire ad altri quelle parole così cariche di luce di forza di speranza”.

Le omelie di don Paolo testimoniavano e testimoniano la sua fede nella efficacia della Parola del Signore, non appena ci si avvicini o riavvicini ad essa, anche nelle situazioni più complesse e cariche di sofferenza, la sua sicurezza nella misericordia del Signore comunicava pace, sembrava che egli indirizzasse il suo dire personalmente a ciascuno dei fedeli che l'ascoltava.

Dopo la morte di don Paolo è stata istituita un'associazione intitolata al suo nome, per tenerne viva la memoria e continuare per quanto possibile la vicinanza a persone in difficoltà, per le quali egli aveva speso la sua vita ed in occasione dell'anniversario sono stati organizzati alcuni incontri pubblici, durante i quali persone, che hanno conosciuto don Paolo e sono legati a lui da profondo affetto, hanno delineano differenti aspetti della sua figura.

La seconda parte della raccolta è costituita, appunto, da alcune testimonianze e interventi.

Alcuni esempi:

Matteo Marabini, nel 2007, delinea alcuni tratti dello stile esistenziale di don Paolo: “l'urgente concretezza nel soccorso dell'indigente, il primato della relazione”, o come la chiamava lui “l'urgenza di essere accogliente, il desiderio di essere amico semplicemente e concretamente delle persone”.

Suor Silviamaria Todesco, nel 2009, evidenzia il forte legame che univa don Paolo alla Piccola Famiglia dell'Annunziata e a don Dossetti, suo fondatore; due i punti centrali in comune: ”l'amore per la Parola di Dio e l'amore per i poveri”.

In occasione del sesto anniversario, è stato organizzato un incontro, dal titolo: Non spegnere il lucignolo fumigante: riflessioni a tre voci sul vangelo nella città secondo don Paolo Serra Zanetti. Nel suo intervento Alessandra Deoriti spiega che l'espressione Non spegnere il lucignolo fumigante è un versetto del Primo canto del del Servo di Dio al cap 42 del profeta Isaia e così prosegue: “L'immagine delicata e stupefacente della canna incrinata che non viene spezzata, del lucignolo fumigante che non viene spento, mi è sembrata nel ricordo di don Paolino così adeguata, così rispondente al suo modo di essere e di suggerire con il suo modo di essere uno stile di Chiesa, certo non unico, ma proponibile e legittimo”.

La raccolta non vuole esaurire la complessità della figura di don Paolo, ma contribuisce ad evidenziare alcuni aspetti centrali, importanti anche per chi non l'ha conosciuto di persona.

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INDICE

Introduzione - (Federico Cinti, Fabio Ruggiero)

Nota al testo - (Paola Dalli e Giancarla Matteuzzi)

PARTE PRIMA

LETTERE E APPUNTI DI OMELIE

Lettere a suor Emanuela Ghini

Appunti di omelie

PARTE SECONDA

TESTIMONIANZE

Un resistente e costruttivo amore - Matteo Marabini

Una parola straordinariamente amica - Suor Silviamaria Todesco, Guido Armellini, Valerio Neri

Non spegnere il lucignolo fumigante. Riflessioni a tre voci sul Vangelo nella città secondo don Paolo Serrazanetti - Fra' Vincenzo Lagioia, don Giovanni Cattani, Alessandra Deoriti, Matteo Marabini

Don Paolo Serrazanetti e il Concilio

Presentazione Giancarla Matteuzzi

Mons. Luigi Bettazzi

Spigolature - Carla Pellandra Cazzoli

Cenni biografici - Antonio Cacciari

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